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Normativa · 7 min di lettura

AI Act e PMI: cosa devi sapere se usi un software con intelligenza artificiale

Aggiornato il 16 agosto 2026

In breve

  • Chi usa un software con IA in azienda è un deployer e ha obblighi propri, distinti da quelli del fornitore.
  • Gli obblighi principali per una PMI sono trasparenza verso le persone, alfabetizzazione del personale e supervisione umana.
  • Un assistente che propone l'assegnazione di un'attività è normalmente a rischio minimo, purché resti sempre correggibile.

Il Regolamento (UE) 2024/1689, noto come AI Act, non riguarda solo chi sviluppa modelli. Riguarda anche l'azienda che usa un software con funzioni di intelligenza artificiale nel lavoro quotidiano. Per una PMI gli adempimenti sono pochi e gestibili, ma vanno fatti.

Fornitore o utilizzatore: chi sei

Il regolamento distingue tra chi immette il sistema sul mercato (fornitore) e chi lo utilizza sotto la propria autorità (deployer). Se acquisti un gestionale con IA sei un deployer: non devi certificare il modello, ma devi usarlo in modo conforme e informato.

La classificazione del rischio in pratica

L'AI Act ragiona per livelli di rischio: inaccettabile (vietato), alto, rischio di trasparenza e minimo.

  • Vietato: punteggio sociale, riconoscimento delle emozioni sul posto di lavoro, manipolazione.
  • Alto rischio: selezione del personale, valutazione delle prestazioni, promozioni e licenziamenti.
  • Trasparenza: sistemi che interagiscono con le persone o generano contenuti, che vanno dichiarati.
  • Minimo: strumenti di produttività che propongono azioni sempre modificabili dall'utente.

Attenzione al confine con l'alto rischio

Un sistema che distribuisce compiti diventa alto rischio se usato per valutare le persone, decidere premi o giustificare provvedimenti. Finché serve a smistare attività e resta correggibile a mano, rimane fuori da quella categoria. La regola pratica: non trasformare le statistiche operative in valutazioni automatiche del personale.

I quattro adempimenti minimi per una PMI

Sono attività organizzative, non progetti informatici.

  • Dichiarare alle persone che stanno interagendo con un sistema di IA, in modo chiaro.
  • Etichettare i contenuti proposti o generati dall'IA all'interno del software.
  • Garantire la supervisione umana: la proposta si può sempre correggere prima e dopo.
  • Nominare un referente interno e formare il personale sull'uso corretto.

Cosa chiedere al fornitore

Prima di firmare, chiedi tre informazioni scritte: quale modello viene usato e dove risiedono i dati, come vengono conservati e cancellati gli audio o i testi trattati, e con quale documentazione il fornitore ha classificato il rischio del sistema. Un fornitore serio pubblica queste informazioni.

Domande frequenti

L'AI Act si applica anche alle microimprese?

Sì, ma in modo proporzionato: per gli usi a rischio minimo gli obblighi si riducono a trasparenza, formazione del personale e supervisione umana.

Serve nominare un responsabile IA?

Non esiste una figura obbligatoria come il DPO, ma indicare un referente interno è il modo più semplice per dimostrare governo del sistema.

Un task manager con IA è ad alto rischio?

Non lo è se propone assegnazioni sempre correggibili e non viene usato per valutare, premiare o sanzionare le persone.

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